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Molti webmaster credono che per iniziare basta scegliere un qualsiasi servizio di hosting economico, domandandosi perché non riescono a raggiungere un obiettivo applicando le giuste tecniche SEO per il posizionamento del loro sito web nei motori di ricerca?

Aggregatori e contenuti duplicati: come proteggersi

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Una delle tattiche SEO più efficaci per costruire una buona link building è quella di scrivere contenuti di qualità, in modo da essere citati come fonte da altri blog o siti di settore, e ottenere un link verso il nostro sito. Negli ultimi tempi però ha fatto la sua comparsa un genere particolare di sito internet, chiamato “aggregatore”, la cui funzione è appunto quella di aggregare in modo automatico contenuti provenienti da svariati siti internet e relativi ad uno specifico argomento.

Questa aggregazione avviene tramite più feed RSS utilizzati come fonte e inseriti poi all'interno del sito. Questa prassi è oramai molto comune in Rete, ma a lungo andare può essere causa di problemi.
 
Il problema che coinvolge gli aggregatori riguarda naturalmente i contenuti duplicati. Non tutti gli aggregatori riportano in calce la fonte dell'articolo originale, oppure utilizzano il metatag “noindex” per scongiurare il pericolo dei contenuti duplicati, e le conseguenze potrebbero riversarsi anche sul nostro sito. Quando i crawler dei motori di ricerca trovano lo stesso articolo in due siti differenti si pone il problema dei contenuti duplicati. Toccherà dunque al motore di ricerca stabilire quale dei due è il contenuto originale da indicizzare e qual è invece il duplicato. Purtroppo questa operazione non è esente dal rischio di errore, e c’è la possibilità che alla fine il vero autore dell’articolo non venga inserito nei risultati di ricerca. 
 
Come proteggersi da una simile eventualità?
 
Il metodo più semplice è quello di impostare i feeds in modo tale che presentino solo un riassunto degli articoli, con un link che rimanda all’articolo originale. 
 
Un altro sistema, se si vuole inserire comunque il feed completo degli articoli, è quello di chiedere a chi vuole ripubblicare l’articolo in versione integrale di includere il metatag “noindex” per bloccare l’accesso ai motori di ricerca verso quel particolare contenuto. Ovviamente questo metodo è valido per quei siti che sono gestiti da persone in carne ed ossa, non per gli aggregatori gestiti in automatico da software o plugin.
 
Terza e ultima soluzione può essere quella di utilizzare il canonical tag, un utile metatag per indicare a Google qual è la versione originale della pagina e quale è la copia, nel caso il motore di ricerca s’imbatta nell’identico contenuto su siti diversi.

Per esempio, se abbiamo due articoli, uno alla pagina http://www.miosito.com/articolo-originale.html , e l’altro alla pagina http://www.aggregatore.com/articolo-copiato.html sarà sufficiente aggiungere all’articolo originale il canonical tag in questo modo <link rel=”canonical” href=”http://www.miosito.com/articolo-originale.html” /> e Google sarà così in grado di distinguere immediatamente la versione preferita della pagina, dal suo duplicato.