Google Buzz, le prime impressioni.
A pochi giorni dal lancio di Buzz, nuova creatura di Google, la prima impressione è che la compagnia di Mountain View stavolta abbia fatto centro. Secondo il blog di Gmail, oltre 9 milioni di post e commenti sono stati creati nei 2 giorni successivi all’arrivo di Buzz nella nostra casella di posta. Ma questo successo è davvero meritato? Facciamo una piccola considerazione.
Gmail è una tra le caselle di posta elettronica più utilizzata al mondo, e Buzz è parte integrante di essa. È un’applicazione, un add on che non necessita di download, quindi il suo successo non dipende dal fatto che milioni di utenti hanno scelto in maniera autonoma di usare Buzz, quanto dal fatto che ci siamo ritrovati questo piccolo social network già compreso in Gmail, dunque perchè non utilizzarlo? Certo ci sono da fare ancora dei piccoli aggiustamenti, migliorie alle quali i ragazzi di Google provvederanno presto. Perchè Buzz almeno per il momento, non sembra avere molto rispetto per la Privacy degli utenti, ed è questo l’aspetto negativo di tutta la faccenda.
A prima vista ci sarebbero da perfezionare almeno questi tre punti:
- Ci vorrebbe un’interfaccia più intuitiva che permetta di nascondere i profili non solo di chi ci segue ma anche di chi segue i nostri amici.
- Non c’è la possibilità di bloccare gli utenti che ci seguono.
- Bisogna fare maggiore chiarezza su chi dei nostri followers compare sul profilo pubblico.
Tuttavia è ancora troppo presto per decidere se Google Buzz è un successo o un fallimento. Solo una cosa è certa, che i buzz più entusiasti arrivano tutti dai dispositivi mobili.
L’applicazione per cellulari di Buzz è in grado di generare quasi 200 buzz al minuto, è questo è un ottimo risultato, se lo paragoniamo ad altre applicazioni mobili per il microblogging. Perchè l’evoluzione di Gmail, in sostanza, tende proprio al microblogging, tanto che i cultori più entusiasti già prevedono la fine del suo più diretto concorrente, cioè Twitter, nel giro di pochi mesi.
In sostanza, le prime impressioni che si hanno su Google Buzz, è che questo nuovo add on porterà ad una specie di “twitterizzazione” dell’email.
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