Capire i motori di ricerca
Il primo passo è quello di dividere i motori per categorie, cioè: motori crawler, web directory, meta motori (o meta-engines o meta-search), e i cosiddetti motori a pagamento, altrimenti chiamati paid inclusion).
Crawler.
I Crawler sono quei motori di ricerca che utilizzano dei software chiamati spiders, o robots, per analizzare il contenuto della rete. I siti vengono sottoposti a scansione dagli spiders, e le pagine più importanti compaiono in cima ai risultati dei motori di ricerca. Google, Yahoo, e Bing, sono motori crawler, si affidano perciò agli spiders per restituire buoni risultati alle ricerche dei navigatori. Trattandosi di tre colossi della Rete, si può affermare, senza paura di sbagliare, che il 90% del traffico internet viene analizzato e archiviato da crawler.
Web directory.
Per web directory vogliamo intendere una lista di directory ad inserimento manuale, un elenco di link, di siti internet catalogati per argomento. Questo elenco è importante per 2 motivi:
aiuta il crawler a trovare il vostro sito;
la posizione del sito all'interno della directory può essere determinante per una buona indicizzazione da parte degli spider.
Meta motori.
I meta motori non si servono di spider, ma interrogano altri motori di ricerca, tutti contemporaneamente, combinando secondo criterio le loro ricerche, allo scopo di fornirci risultati più pertinenti. Benché i meta motori abbiano tempi di risposta abbastanza rapidi, c’è da dire che la maggior parte di essi manca di opzioni per la ricerca avanzata.
Motori paid inclusion.
Con il termine inglese paid inclusion si definiscono quei motori che offrono, dietro pagamento, una serie di servizi utili al sito, allo scopo di venire maggiormente preso in considerazione dagli motori di ricerca. Questa pratica però non è infallibile, e non garantisce un buon posizionamento.
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