Google e il futuro di Boilerplate
Tanto che gli stessi programmatori di computer a volte usano il termine "boilerplate code" per fare riferimento al codice standard che spesso si inserisce nei programmi. Di conseguenza, potrebbe essere un buon passo, per un motore di ricerca, ignorare un contenuto boilerplate, cioè un testo standard quando si tratta di indicizzare il contenuto di una pagina web.
Boilerplate è appunto il nome di un brevetto sviluppato da Google, che fin dalla sua prima apparizione ha dato da pensare ai webmaster di mezzo mondo. Il brevetto boilerplate comprende una serie di algoritmi che insieme dovrebbero funzionare da filtro per individuare i contenuti duplicati e le parti inutili di una pagina, quelle insomma da non indicizzare.
Boilerplate nasce per porre un ulteriore freno alla pratica del Link Building “selvaggio”, cioè artificioso e non naturale, che Google ha punito in passato con forti penalizzazioni.
Boilerplate è un progetto ancora in via di sviluppo, ma che già raccoglie pareri più o meno favorevoli sul suo futuro, e soprattutto sulle migliorie da apportare per distinguere le voci utili alla navigazione dai link ripetitivi utilizzati per altri scopi.
Attualmente i contenuti boilerplate sono identificati come tali in base alla loro posizione sulla pagina web. Questi sono:
- Link di navigazione (home, chi siamo, contatti, ecc.) presenti all’interno della pagina.
- Collegamenti ipertestuali in determinate aree del sito come navbar, blogroll, ecc.
- MarkUp in header o footer.
I singoli algoritmi di boilerplate a volte non sembrano funzionare tanto bene, perciò il loro lavoro è da esaminare sotto un profilo globale. L’implementazione di Google Boilerplate dovrebbe concentrarsi complessivamente sui seguenti punti:
- Ignorare del tutto i link di navigazione a meno che questi non contengano informazioni ritenute determinanti (per esempio l’indirizzo fisico del soggetto o dell’azienda nella pagina dei “contatti”).
- Identificare i link che sono “parte estranea” al contenuto della pagina come i collegamenti a siti sospetti e paid links.
- Esame dell’intera struttura di un sito web, non solo per individuare la presenza di contenuto duplicato, ma anche per monitorare le fluttuazioni del Pagerank e la Link Popularity.
Nel frattempo è impossibile non notare come i cambiamenti di Google al suo motore di ricerca puntino sempre di più a sottolineare l’importanza di un linking naturale dei siti web.
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